L’esperto risponde

 

Proviamo a rispondere, nel modo più semplice possibile, ad alcune delle più frequenti domande che ci vengono poste.

Per qualsiasi altra informazione o delucidazione non esitare a contattarci a: professionisti.ricostruzione@gmail.com

oppure compila il form qui sotto (clicca qui)

 

Devo pagare io i progettisti per l'ottenimento dei contributi?Verrò poi rimborsato?

Il tecnico da lei incaricato dovrà operare senza alcun rimborso economico sino al riconoscimento del contributo spettante per la ricostruzione. A quel punto lo stato verserà l’80% dell’onorario e il restante 20% al primo Stato di Avanzamento Lavori SAL.

I tecnici che operano durante la realizzazione dei lavori (Direttore lavori, Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione CSP, ecc) saranno pagati con i SAL.

La mia casa è stata classificata “Non utilizzabile” con la scheda FAST cosa devo fare?

Buon giorno sig.ra, deve provvedere ad incaricare un tecnico specializzato in strutture che rediga per lei la scheda AEDES. A seguito della compilazione della scheda saprà quale tipo di inagibilità corrisponde al suo immobile.

L'ordinanza 13 dice che le richieste devono essere presentate entro 120 giorni. Cosa devo fare?

Purtroppo in questa fase l’ordinanza ha dato delle tempistiche molto strette che anche noi ci auguriamo vengano posticipate.

Allo stato delle cose però si hanno solo 120 giorni per presentare il progetto e tutta la documentazione necessaria. Deve essere presentato il progetto strutturale di intervento con gli elaborati esecutivi e i relativi computi metrici oltre al rilievo dello stato di danno.

C’è molto lavoro e soli in pochi hanno iniziato a contattarci per iniziare con le operazioni di rilievo; speriamo che posticipino i termini.

Chi paga le spese tecniche? I contributi ne tengono conto?

Le spese tecniche sono incluse al 100% all’interno del contributo di ricostruzione e pertanto il cittadino non deve versare nulla per la ricostruzione e adeguamento sismico degli edifici.

Le spese tecniche includono tutte le spese che si rendono necessarie per portare a buon fine la ricostruzione o adeguamento sismico; a partire dal rilievo del danno sino all’accatastamento necessario per ottenere l’agibilità comprese eventuali indagini sui materiali o di tipo geologico-geotecnico.

 

Posso far rimuovere le macerie?

E’ assolutamente sconsigliabile fare lavori senza che sia stato emesso il decreto con il quale vi viene attribuito il contributo perché quasi sicuramente non riuscirete a farvi rimborsare le spese che sostenete.

Qualsiasi lavoro dovrà infatti essere effettuato da imprese iscritte alla “white list”.

 

Posso iniziare a fare dei lavori di riparazione della mia casa?

Purtroppo deve sapere che i lavori, per poter essere poi rimborsati, devono essere eseguiti da imprese iscritte alla “white-list”.

Posso affidare i lavori all’impresa di mio cognato per accelerare i tempi?

Purtroppo la scelta dell’impresa dovrà essere fatta in modo concorrenziale ovvero invitando almeno 3 ditte a formulare un’offerta economica sul computo metrico stipulato dal vostro tecnico.

Gli atti da cui si evince la procedura concorrenziale dovranno essere allegati alla richiesta di contributo e sono un requisito fondamentale per poterlo ottenere (Ordinanze 8-13).

Cosa devo fare per richiedere i contributi?

La prima cosa da fare è fare un affidamento d’incarico ad un tecnico competente. E’ fondamentale firmare l’affidamento secondo il modulo fac-simile proposto nell’Ordinanza n.12 perché, se da un controllo risultasse che il tecnico ha superato il numero di pratiche previsto, potreste voi stessi perdere il contributo.

Il tecnico, necessariamente con uno staff preparato e competente, dovrà: eseguire un rilievo dello stato di danno, predisporre un progetto strutturale di adeguamento sismico ai sensi del DM 1471/2008 (vi consigliamo sia un ing. Strutturista a redigerlo vista la specificità della materia), redarre il progetto architettonico, redarre il progetto degli impianti (se richiesto), valutare la necessità o fattibilità di interventi per il risparmio energetico, predisporre computo metrico estimativo, indirre gara concorrenziale tra le imprese, valutare tutta la documentazione necessaria.

Può sembrare un iter molto complesso a chi non l’ha mai fatto; noi ci siamo abituati a farlo con il sisma dell’Emilia e siamo riusciti a ottenere i contributi per tutti gli edifici affidatici nonché a concludere i lavori bene sino all’ottenimento dell’agibilità.

Ma quanto tempo devo aspettare per poter sistemare la mia casa?

Ad oggi sono uscite solo l’Ordinanza 13 (relativa agli edifici produttivi) e le Ordinanze 4 e 8 relative agli edifici civili con danni lievi; per gli altri casi stiamo aspettando l’emanazione delle successive ordinanze.

Se però il suo caso rientra in quelli delle ordinanze prima citate può iniziare a predisporre la necessaria documentazione e progetto.

La fase progettuale richiederà qualche mese (fare un progetto di adeguamento sismico non è un lavoro che si può pretendere venga fatto in pochi giorni) e da quando avrete presentato il progetto dovrete attendere il decreto di assegnazione del contributo.

L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione entro 60 giorni determina l’entità del contributo; entro i successivi 10 giorni il Vice Commissario alla ricostruzione adotta il decreto di concessione e lo trasmetta alla banca d’appoggio da voi prescelta (nel caso dell’ordinanza 13 i tempi sono un po più lunghi e per ottenere il decreto si devono attendere sino a 90 giorni).

Successivamente potrete iniziare i lavori.

Il mio albergo è stato classificato inagibile “E” con la scheda AEDES, posso richiedere i contributi per la ricostruzione?

Le attività produttive rientrano all’interno dell’Ordinanza n.13 e pertanto puoi iniziare l’iter per la richiesta di contributo.

Se per esempio la tua struttura avesse superficie inferiore a 1000mq potresti avere diritto ad un contributo pari a 420euro/mq se è di livello L2 o 530euro/mq se è di livello L3.

Cosa si intende per attività produttiva?Le stalle rientrano nell’Ordinanza 13?

Possono usufruire dei fondi messi a disposizione dall’Ordinanza 13 tutte le imprese dei settori: industriale, artigianale, zootecnico, del commercio, dei servizi, turistiche, agricole e agrituristiche.

Le attività zootecniche rientrano pertanto tra le attività che possono richiedere i contributi se dichiarate inagibili e se ubicate in edifici distrutti o che devono essere migliorati o adeguati sismicamente.

Il mio laboratorio da falegname si trova all’interno di un capannone con altre attività. Posso adeguare la mia porzione?

L’Ordinanza n.13 prevede che, nel caso di più attività ospitate all’interno dello stesso immobile, i proprietari si debbano costituire in condominio ed effettuare i lavori sull’intero immobile.

Tale disposizione trova fondamento nel fatto che ha poco senso parlare di adeguamento sismico di una porzione di fabbricato; l’analisi sismica deve essere estesa all’edificio intero in quanto lo stato deformativo e di sollecitazione sono determinati dalle caratteristiche di massa e rigidezza complessi.

A seguito del sisma ho subito danni ingenti ai macchinari nella mia azienda. C’è modo di ottenere un risarcimento?

Certo a patto che i beni fossero iscritti nel libro dei beni ammortizzabili o nel libro inventario o, per le ditte esenti da tali obblighi, da documenti contabili.

L’Ordinanza n.13 prevede che si possano ottenere contributi anche per la riparazione o l’acquisto di beni strumentali. Dovrà essere fatta una perizia giurata per stimare l’entità del danno (che potrà essere al massimo pari all’80% del contributo concedibile per gli interventi sull’immobile).

Se due proprietari distinti incaricano la stessa ditta, può uno stesso professionista essere incaricato delle direzioni lavori?

Il riferimento è alla dichiarazione di non aver collaborato con l’Impresa negli ultimi tre anni

i due proprietari devono affidare gli incarichi nella fase iniziale e pertanto prima dalla selezione delle ditte (che dovrà avvenire su base concorrenziale scegliendo almeno 3 imprese all’interno della white list).

Se il direttore lavori designato dai due proprietari dovesse trovarsi a lavorare contemporaneamente con la stessa ditta, ritengo che non incorrerebbe in quanto previsto all’art.34, comma4,del D.L. n.189 del 17/10/2016.

Se però il direttore lavori ha avuto negli ultimi 3 anni rapporti diretti di natura professionale, commericale o di collaborazione con l’impresa affidataria non può esecitare il ruolo di direttore dei lavori.

Ritengo che si possa evitare di arrivare a questo caso limite evitando di far partecipare alla procedura negoziata una ditta con la quale si hanno già avuti rapporti.

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